By: Loretta Sebastiani
     

ABC in cucina Alimentazione

Grassi: le quote giornaliere degli acidi grassi saturi e insaturi

Dott.ssa Loretta Sebastiani

Nell'articolo precedente ho presentato i grassi e la loro suddivisione in grassi saturi e  insaturi, e l’ulteriore classificazione degli insaturi  in monoinsaturi e  polinsaturi. Ho poi evidenziato come il loro consumo abbia conseguenze differenti sui livelli nel sangue di colesterolo e trigliceridi.

Bene. Qual è la domanda successiva?

Quali sono le quote che spettano a ciascun gruppo di grassi per un’alimentazione equilibrata e sana?

Grassi quote giornaliere
Grassi saturi e insaturi, dosi giornaliere

Partendo dal dato che i grassi devono essere comunemente il 20-25% della quota calorica giornaliera e solo in casi particolari possono arrivare al 30-35%, la ripartizione nelle varie categorie deve essere la seguente:

acidi grassi saturi:  fino  al 7-10% delle calorie totali

acidi grassi monoinsaturi: fino al 20% delle calorie totali

acidi grassi polinsaturi: fino al 7% delle calorie totali (rapporto tra omega-6 e omega-3 intorno a 5:1).

Ma questi dati sono presenti sulle etichette dei prodotti industriali? Non in tutte come posso verificare quotidianamente anche se il loro numero aumenta costantemente

In questo periodo stiamo completando sul sito (theitaliantaste.com) il calcolo della tabella nutrizionale di ogni ricetta (tradizionale e nuova) e il confronto con il fabbisogno quotidiano di proteine, grassi e zuccheri. Solo in questo modo, chi vuole, può orientarsi nella scelta della ricetta e nella composizione del menu quotidiano. Non siamo ancora in grado però di suddividere la quota dei grassi tra  acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi perché per molti alimenti, naturali e industriali,  la suddivisione non è ufficializzata.

Occorre fare due conti per cercare di capire come orientarsi praticamente partendo da queste cifre e cercare di sfatare alcuni luoghi comuni.

Le cifre sui grassi ci sono e parlano chiaro.
Però è necessario affrontare l’argomento anche da un punto di vista pratico per potersi orientare meglio.

Partiamo da una constatazione: in genere  siamo orientati a guardare le cose in valore assoluto ma in realtà dobbiamo avere una visione diversa di ciò che mangiamo.
Mi spiego meglio. Visto che siamo bombardati da messaggi televisivi, articoli di giornale e messaggi pubblicitari spesso contrastanti va a finire che ci sentiamo  in colpa per  aver mangiato un cioccolatino e in pace con la nostra coscienza perché abbiamo scelto le patatine prefritte surgelate light, quelle, tanto per intenderci, che vanno cotte in forno e non vengono fritte.
In realtà il peso di un cioccolatino è minimo mentre le patatine a volte sono prefritte in olio di palma. Questo cosa vuol dire? Che bisogna tenere sempre presente la quantità e quindi sapersi fermare in tempo ma  che ovviamente anche la qualità ha il suo peso.
Altro esempio. Mi è capitato spesso di confrontare i valori nutrizionali delle patatine. Cibo da consumare con molta moderazione e che presenta tra le diverse marche notevoli differenze. Molti marchi ormai sono usciti con le patatine light e poi si scopre in qualche caso che il carico di grassi di queste patatine light è maggiore non solo di quelle cotte al forno ma anche  di altri marchi che le pubblicizzano come prodotto non  light. Strano ma vero.

Provate anche voi a fare un confronto leggendo le etichette di prodotti analoghi. Provare per credere!

Prossimamente cominceremo ad esaminare le varie categorie di cibi grassi per sapere qual è la porzione giusta giornaliera.

Alla prossima

Dott.ssa  Loretta Sebastiani
Biologa e Microbiologa
The Italian Taste team

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